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Le tematiche strategiche
Tra le regioni sviluppate e le regioni in ritardo di sviluppo dell'Unione europea permane un divario tecnologico sostanziale per quanto riguarda i sistemi di ricerca, di sviluppo tecnologico e di innovazione (RSTI), sia nel settore pubblico che in quello privato. Occorre pertanto aiutare le regioni europee ad acquisire un vantaggio concorrenziale fondato sull'innovazione piuttosto che lasciarle fondare il vantaggio competitivo regionale sui costi (in particolare quelli salariali); tale vantaggio può infatti annullarsi rapidamente in un'economia in corso di globalizzazione. Per tale motivo si dovrà cercare mediante azioni innovative di realizzare nelle regioni un'iniziativa di cooperazione tra il settore pubblico, gli organismi responsabili della RSTI e le imprese, al fine di costituire sistemi regionali di innovazione efficaci. Si tratta di promuovere oltre ai nessi tra le imprese, quelli con le università, i servizi di consulenza, i mercati finanziari e altri partner tecnologici. In altri termini, di costituire un ambiente e un quadro istituzionale regionale che promuova, mediante il rafforzamento delle risorse umane, la creazione, la divulgazione e l'integrazione delle conoscenze nel tessuto produttivo in quanto fonte principale di innovazione e di vantaggio competitivo.
L'evoluzione particolarmente rapida delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione rischia più che mai di creare nuove disparità tra le regioni dell'Unione europea per quanto riguarda l'accesso alla società dell'informazione. Date le premesse, è auspicabile che le regioni svantaggiate siano in condizione di affrontare lo sviluppo delle summenzionate tecnologie sfruttando al massimo le nuove possibilità offerte dalla società dell'informazione nelle sue applicazioni al settore produttivo, ai servizi pubblici e alle esigenze dei singoli. Grazie alla sua enorme capacità di collegamento in rete («economia elettronica», servizi digitali e mobili «on-line»), la società dell'informazione può quindi contribuire a far uscire tali regioni dal loro isolamento geografico ed economico, consentendo loro di ridurre lo svantaggio (in particolare la perifericità) e di valorizzare i punti di forza, aumentando la competitività delle loro imprese, in particolare le PMI. Inoltre, le applicazioni della società dell'informazione al servizio del cittadino e delle amministrazioni possono favorire le pari opportunità tra gli abitanti.
Le regioni dovrebbero sfruttare maggiormente i loro punti di forza per sviluppare un'economia sostenibile e competitiva nonché per migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli abitanti. Tali punti di forza e opportunità possono essere caratterizzati tanto sul piano culturale, del patrimonio e della diversità culturale, quanto essere determinate da competenze specifiche, da un'ubicazione strategia, da una situazione ambientale eccezionale, da infrastrutture scolastiche e culturali, da competenze linguistiche o da tradizioni nel campo musicale, dell'artigianato, dei prodotti regionali, della gastronomia ecc. Vista la tendenza ad una maggiore mobilità professionale, grazie al progresso tecnologico che riduce i vincoli di residenza, le persone saranno più libere di scegliere il proprio luogo di vita e di lavoro. Le regioni meno popolose, le regioni rurali o periferiche, incluse le zone di frontiera, possono cercare di approfittare di tale elemento per attirare abitanti offrendo loro modo di vita diversi da quelli della città e di altre zone ad elevata densità demografica. Queste ultime, viceversa, possono tentare di migliorare la qualità di vita mediante un migliore impiego dei sistemi di trasporto e dell’energia, la riduzione dell'inquinamento acustico ed atmosferico, l'organizzazione di servizi collettivi ecc. Le azioni innovative regionali dovrebbero esplorare tali possibilità.